• Yoga per i Bambini

    Yoga per i Bambini

    Mentre infuriano le polemiche sull’uso e abuso di psicofarmaci per i minori, i prestigiosi Centers for control desease degli Stati Uniti consigliano di usare piuttosto, con i piccoli, tecniche di rilassamento

    fonte: Corriere Salute  – 2 Febbraio 2003

    La pratica yoga per i bambini è diversa da quella per gli adulti. Quella dei bambini è soprattutto dinamica, fatta di sequenze di movimenti e di qualche postura che imita un animale o l’albero.
    Alcune sequenze possono essere accompagnate dall’emissione di un suono o di una frase e le posture statiche cadenzate dal conteggio. L’insegnante può trovare numerosi accoppiamenti movimenti/suono (o parola o frase) adattandoli a seconda dell’età e delle preferenze dei bambini. A fine lezione si può pian piano ridurre il ritmo e portare i bambini all’immobilità e far loro sperimentare alcuni istanti di “interiorizzazione/meditazione”. Naturalmente la pratica dello yoga non solo è diversa per bambini e adulti, ma si differenzia ulteriormente in base all’eta. Ecco, dunque, quello che potremo aspettarci dal corso yoga di nostro figlio.
    DA 5 A 8 ANNI
    I bambini dai 5 agli 8 anni non sono in grado di concepire il pensiero astratto: ogni cosa deve essere collegata all’esperienza pratica già fatta nella vita, per esempio alle cose che hanno visto, sentito e toccato.
    La televisione e i videofilm, però li hanno esposti a un numero di esperienze di gran lunga superiore rispetto ai bambini di alcuni anni fa, per cui la gamma di stimoli e di esempi che l’insegnante potrà usare negli esercizi di meditazione è sufficientemente ampia.
    Inoltre, a quest’età, i bambini hanno la passione per le storie, le filastrocche e le canzoni. Quindi, l’insegnante te può raccontare una storia a voce alta o cantare una canzone insieme, per poi chiedere ai bambini di chiudere gli occhi e immaginare i personaggi e le azioni di cui ha appena sentito parlare. Questo è un prezioso strumento propedeutico alla meditazione e contribuisce anche a prolungare i tempi di attenzione dei bimbi.
    DA 9 A 12 ANNI
    I bambini dai 9 ai 12 anni hanno nella maggioranza dei casi ancora l’esigenza di collegare il materiale nuovo alle cose già sperimentate e i concetti astratti presentano ancora qualche difficoltà. Si divertono ancora all’ascolto delle storie e hanno un’immaginazione quanto mai vivida.
    Gli esercizi possibili sono un “ponte” tra quelli descritti precedentemente e quelli della fase successiva.
    DA 13 A 14 ANNI
    Dai tredici ai quattordici anni i ragazzini affermano sempre più la loro indipendenza. e hanno sempre maggiori capacità di pensare in modo astratto, il che non solo amplia il campo degli esercizi di meditazínne, ma rende possibile la discussione di concetti associati alla meditazione: tranquillità, pace, concentrazione, comprensione.
    Introducendo questi concetti i ragazzi si accorgono che la meditazione non è un mezzo solo per “rilassarsi”, ma anche per protendersi verso persone e cose in moda più armonioso.

    Gianfranco Del Moro